{"id":2463,"date":"2014-11-23T07:18:50","date_gmt":"2014-11-23T06:18:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.basilicatapost.it\/?p=2463"},"modified":"2014-11-23T07:18:50","modified_gmt":"2014-11-23T06:18:50","slug":"cultural-divide-pd","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppetralli.it\/index.php\/2014\/11\/23\/cultural-divide-pd\/","title":{"rendered":"Il futuro in casa e il &#8220;cultural divide&#8221; del PD lucano"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 stato un tempo in cui il futuro abitava qui. Quando la\u00a0stampa parlava del &#8220;Caso Basilicata&#8221; perch\u00e9 prima in Italia per numero di PC (62%) e di connessioni ad internet (61%) per famiglia (fonte: Consodata). Era il 2006 e la prima parte del <strong>Progetto Basitel<\/strong>, nota come \u201c<strong>Computer in ogni casa<\/strong>\u201d, produceva\u00a0i suoi frutti.<\/p>\n<p><strong>Basitel nasce\u00a0nel 1999 e punta a diventare\u00a0<\/strong><strong>il pi\u00f9 importante piano di alfabetizzazione informatica tentato in Italia<\/strong>. A finanziarlo sono la\u00a0Comunit\u00e0 Europea e la Regione Basilicata. A progettarlo \u00e8 l\u2019allora Governatore, <strong>Filippo Bubbico<\/strong>, insieme ad\u00a0una parte illuminata di classe dirigente. <strong>Sono convinti che le strade telematiche possono accorciare le distanze fisiche, creare occasioni di sviluppo e aiutare la comunit\u00e0 lucana ad uscire dall&#8217;isolamento<\/strong>. Per farlo serve\u00a0una rete di relazioni digitali, tra cittadini e tra i cittadini e la pubblica amministrazione, su cui far correre servizi ed opportunit\u00e0.<\/p>\n<p>Chiari i passi da compiere:\u00a0prima le macchine cio\u00e8 i computer, poi la strada cio\u00e8 l\u2019infrastruttura telematica diffusa sul territorio ed in fine i servizi offerti dalla PA.<\/p>\n<p><strong>Cos\u00ec la Regione Basilicata si incammin\u00f2, per prima, verso quella societ\u00e0 dell&#8217;informazione che oggi \u00e8 un poderoso motore di sviluppo.<\/strong><\/p>\n<p>La prima fase che incentivava l\u2019acquisto di pc con connessione a internet fu un successo.\u2028 Ma la meta era ancora lontana: bisognava portare \u00a0\u201cbanda\u201d ovunque e modernizzare la PA regionale.\u00a0<strong>Lo scoglio era solo uno: <\/strong><strong>aprire la Basilicata alla modernit\u00e0 minava\u00a0il principio &#8220;politicista&#8221;<\/strong> &#8211; la politica presiede e determina tutto &#8211; <strong>con cui il centro sinistra aveva governato fino ad allora.<\/strong><\/p>\n<p>Uno scoglio\u00a0che si rivel\u00f2 insormontabile.\u00a0Con<strong> Vito De Filippo<\/strong> Presidente, infatti, una nuova &#8220;corrente&#8221; occupa il ponte di comando e la guerra interna al PD, che subito ne deriva, porter\u00e0 Basitel a morire per consunzione.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;ultimo progetto di visione tentato dalla classe dirigente lucana si spegne cos\u00ec per la miopia culturale del PD lucano che, ripiegato su una battaglia di potere tutta interna, trascura le grandi strategie di sviluppo.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Una guerra che ha costretto il &#8220;Partito Regione&#8221; a reclutare, su obbedienza e fedelt\u00e0,\u00a0truppe per presidiare consenso e territorio invece di idee, visone e progetti,\u00a0che ha indotto\u00a0anche i corpi intermedi a schierarsi e a non guardare pi\u00f9 al futuro da costruire per la collettivit\u00e0 ma al presente da imbrigliare e preservare per se stessi e la propria fazione<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>E la classe dirigente emergente oggi \u00e8 figlia proprio di questo modello<\/strong>: sempre pronta\u00a0a\u00a0soffiare sulla paura &#8211; \u00a0per innescare il bisogno di protezione che poi garantisce in cambio di consenso e fedelt\u00e0 &#8211; \u00a0preferisce\u00a0la comoda frontiera della comunicazione e della forma ai temi e ai\u00a0fatti.<\/p>\n<p>Ma adesso, sotto i colpi della crisi, il politicismo e la cultura &#8220;militare&#8221; della politica lucana non bastano pi\u00f9. <strong>La Basilicata va ripensata a partire proprio dalla capacit\u00e0 di progettare della sua classe dirigente. <\/strong>E in questo il ruolo del primo partito regionale \u00e8 determinante.<\/p>\n<p>Matera Capitale della Cultura \u00e8, certo, l&#8217;esempio importante da cui ricominciare, ma non dimentichiamo che \u00e8 stata una candidatura ad un\u00a0obiettivo \u00a0gi\u00e0 &#8220;confezionato&#8221; anche se difficilissimo da\u00a0raggiungere.<strong>\u00a0Ben diverso \u00e8 invece disegnare, in mare aperto e con pochi punti di riferimento, un modello di sviluppo, quindi compiere le scelte\u00a0necessarie\u00a0e assumersi la responsabilit\u00e0\u00a0di misurarne i risultati come, invece, occorre fare.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>E allora, riusciranno i maggiorenti del PD a normalizzare il loro partito per\u00a0tornare a pensare invece di guerreggiare?\u00a0Sapranno\u00a0colmare il \u201cdivide\u201d pi\u00f9 importante di questa regione\u00a0cio\u00e8\u00a0quello culturale interno al partito?\u00a0Insomma, anche per il PD, \u00e8 possibile provare a costruire il \u201cmilitante culturale\u201d?<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 stato un tempo in cui il futuro abitava qui. 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