{"id":6074,"date":"2021-03-10T20:52:00","date_gmt":"2021-03-10T19:52:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppetralli.it\/?p=6074"},"modified":"2025-10-03T16:32:02","modified_gmt":"2025-10-03T14:32:02","slug":"piccianello-e-lolimpia-basket-matera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppetralli.it\/index.php\/2021\/03\/10\/piccianello-e-lolimpia-basket-matera\/","title":{"rendered":"Piccianello e l\u2019Olimpia Basket Matera"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 impossibile comprendere quello che l\u2019<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.olimpiamatera.it\/\" target=\"_blank\">Olimpia Basket<\/a> \u00e8 stata ed \u00e8 senza conoscere l\u2019anima e la cultura di Piccianello. Il rione popolare di Matera dove l\u2019Olimpia nasce, dove costruir\u00e0 i suoi modelli e dove pescher\u00e0 gran parte dei suoi alfieri. Un fazzoletto di case avvolto intorno allo Stadio XXI Settembre che, a partire dagli anni Trenta, accoglie le prime famiglie che hanno la fortuna di lasciare i disagi della vita nei Sassi. Erano soprattutto semplici e umili contadini che, pur animati da una forte voglia di riscatto, manterranno sempre quello spirito solidale tipico della vita di vicinato delle case scavate nel tufo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mio nonno, che Piccianello l\u2019aveva visto nascere diceva: \u00abLa vita \u00e8 fatta di mari e isole. I mari che dobbiamo attraversare per inseguire i nostri sogni e le isole dove troviamo riparo quando non riusciamo a navigare\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Piccianello era mare e isola insieme. Sapeva essere il porto pi\u00f9 sicuro, ma poteva diventare anche l\u2019oceano pi\u00f9 tempestoso.&nbsp;Dipendeva da te, da quello che volevi, dalla scelta che facevi. Da un lato lo sport con le sue gioie semplici, le liturgie e tanti sacrifici e, dall\u2019altro, la strada: il campare alla giornata, le scorribande pi\u00f9 o meno divertenti e tutto quello di rischioso che quel vivere portava con s\u00e9. La droga soprattutto, ma non solo. E quella scelta, sport o strada, determinava il percorso della tua vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Io abbracciai lo sport. Prima il calcio. Fu il grande Pietro Corbatto \u2013 giocatore e allenatore del Matera Calcio degli anni \u201950 \u2013 con cui abitavo &#8220;porta a porta&#8221; a regalarmi un paio di scarpette con i tacchetti e a portarmi sul primo campo di calcio: sport per tutti, da cui passavano tutti. Poi, per contagio (tutta colpa di mio fratello), esplose l\u2019amore per la pallacanestro. Anche questo uno sport di squadra, ma non per tutti. Troppe implicazioni: il canestro, molte regole, tanta tecnica e strategia. E cos\u00ec, da ragazzino di Piccianello desideroso di inseguire la palla a spicchi, la destinazione non pot\u00e9 che essere una: l\u2019Olimpia Basket.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Africa dicono che per crescere un bambino non bastano i genitori ma occorre un intero villaggio. L\u2019Olimpia divent\u00f2 subito il mio villaggio. Una grande casa abitata da tanti compagni di avventure, di crescita e di vita. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Impossibile citarli tutti, solo due che non ci sono pi\u00f9: Giovanni Massenzio e Carlo Latorre. Amici unici e indimenticabili. E poi gli uomini, quegli uomini dell\u2019Olimpia: il Grande Giannino Grieco, che da poco ci ha lasciati, Marino Bellacicco e suo fratello, il compianto Michele, Tonio Epifania, Aldo Capozza, Tonino Cifarelli, Michele Di Cuia, Gianni Caragliano,  e tutti gli altri sono stati, per noi, prima che allenatori e dirigenti, educatori e guide. A loro ponevamo le domande e chiedevamo i favori che non potevano fare e chiedere a casa. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ricordo gli anni del liceo: l\u2019et\u00e0 non mi consentiva ancora la patente ma spingeva verso le prime esperienze sentimentali e cos\u00ec, Aldo Capozza, mi cedeva le chiavi della sua Fiat 127 amaranto parcheggiata \u201cai Pompieri\u201d (la zona poco illuminata nei pressi della Caserma dei Vigili del Fuoco non lontana dalla palestra di via Delle Nazioni Unite) per consentirmi qualche minuto in dolce compagnia dopo l\u2019allenamento serale. Ma prima, mentre mi cedeva il pesante mazzo di chiavi, si raccomandava: \u00abVedi di non prendere freddo. Quindi dopo la doccia non uscire subito e accaldato. E copriti la testa. E non mettere in moto e non toccare niente\u00bb. Ovviamente al cospetto di un\u2019ora al caldo dei primi teneri baci la necessit\u00e0 di coprirmi era secondaria, come il bisogno di accendere la vettura, quello che serviva era solo che i sedili andassero gi\u00f9\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo spirito dell\u2019Olimpia divent\u00f2 presto filosofia tanto di sport quanto di vita. Abbiamo appreso tante nozioni semplici ma utili, poi, negli anni, a risolvere questioni complesse. Abbiamo scoperto il valore della sconfitta: perch\u00e9 maturare la capacit\u00e0 di risorgere dopo una disfatta pu\u00f2 essere pi\u00f9 importante della vittoria stessa. Abbiamo compreso che competere non significa guardare l\u2019altro con astio e cercare di vincerlo a tutti i costi e con ogni mezzo, ma provare a superarlo contando solo su quello che sappiamo fare. Vincere con lealt\u00e0 o perdere con onore. Questa era la regola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbiamo anche imparato che la forma non ti porta lontano se non \u00e8 accompagnata dalla sostanza. Non importava quanto moderne e nuove fossero \u201cle scarpette\u201d o colorati e luminosi \u201ci completi\u201d che indossavamo. Contavano il sacrificio, l\u2019impegno e la voglia che, quasi sempre, come d\u2019incanto, diventavano il vero segreto della vittoria. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per l&#8217;esordio del primo campionato di minibasket l\u2019ordine fu categorico: \u00abVenite con indosso una maglietta bianca\u00bb. Tocc\u00f2 a Tonio Epifania fare, sul momento, di quelle semplici magliette una divisa sportiva. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019adesivo bianco e azzurro della societ\u00e0 appiccicato, anche con una certa solennit\u00e0, sul petto e il numero disegnato sulla schiena con il gesso colorato blu. Peccato per\u00f2 che durante la gara con il sudore il numero andava via, cos\u00ec, il povero Tonio, ad ogni \u201cminuto di sospensione\u201d, messa da parte la solennit\u00e0, surclassata dal grande imbarazzo, provvedeva a ricalcarlo imprecando e sorridendo allo stesso tempo, ma solo perch\u00e9 stavamo vincendo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec, Piccianello, proprio grazie all\u2019Olimpia, per molti di noi \u00e8 stata l\u2019isola dove abbiamo trovato riparo, ma anche la scuola dove abbiamo imparato a superare molti dei mari e delle mareggiate della vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><em><a href=\"http:\/\/www.edizionimagister.it\/shop\/globuli-basket-di-giovanni-grieco\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"http:\/\/www.edizionimagister.it\/shop\/globuli-basket-di-giovanni-grieco\/\">Inserito tra i contributi del libro &#8220;GLOBULI BASKET&#8221; di Giovanni Grieco. Ed. MAGISTER <\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 impossibile comprendere quello che l\u2019Olimpia Basket \u00e8 stata ed \u00e8 senza conoscere l\u2019anima e la cultura di Piccianello. Il rione popolare di Matera dove l\u2019Olimpia nasce, dove costruir\u00e0 i suoi modelli e dove pescher\u00e0 gran parte dei suoi alfieri. 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